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		<title>Ieri come oggi, ai rabbini piacciono gli imperatori anticristiani</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Centro Studi Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza Comunicato n. 52/12 del 16 maggio 2012, Sant’Ubaldo Ricorre quest’anno il 1700° anniversario della vittoria di Costantino nella battaglia di Ponte Milvio a Roma. Il rabbino capo Riccardo Di Segni, particolarmente interessato alla vita interna della Chiesa, ha criticato le cerimonie commemorative e, in contrapposizione all’opera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza<br />
</strong></span><br />
<span style="font-size: large; color: #ff0000;"> <strong>Comunicato n. 52/12 del 16 maggio 2012, Sant’Ubaldo</strong></span></p>
<p><a href="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/Luca-Giordano-La-morte-di-Giuliano-lApostata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-804" title="Luca Giordano - La morte di Giuliano l'Apostata" src="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/Luca-Giordano-La-morte-di-Giuliano-lApostata-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em>Ricorre quest’anno il 1700° anniversario della vittoria di Costantino nella battaglia di Ponte Milvio a Roma. Il rabbino capo Riccardo Di Segni, particolarmente interessato alla vita interna della Chiesa, ha criticato le cerimonie commemorative e, in contrapposizione all’opera costantiniana, ha elogiato la figura di Giuliano l’Apostata, che tentò la restaurazione del paganesimo. Ne approfittiamo per approfondire il pensiero e l’opera dell’imperatore Giuliano attraverso gli studi di monsignor Umberto Benigni.</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff; font-size: large;"><strong>Giuliano l’Apostata. Per il rabbino capo Riccardo Di Segni: ottimo.</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;">“Con la conversione di Costantino è cambiato tutto. Quell’evento ha inciso in maniera decisiva sulla storia ed è strettamente connesso alla persecuzione antiebraica”. La conversione di Costantino, aggiunge, “è uno spartiacque epocale, ha diviso la storia tra un prima e un dopo, determinando un drammatico sconvolgimento a cui ha inutilmente tentato di porre rimedio l’ottimo imperatore Giuliano ribattezzato per questo polemicamente e ingiustamente dai cristiani l’Apostata”. (&#8230;)</span><br />
<span style="font-size: medium;"> <strong><em>Fonte:</em></strong> <a href="http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/costantino-ebrei-jews-hebreos-vaticano-vatican-14411/">Vatican Insider</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff; font-size: large;"><strong>Giuliano l’Apostata. Per mons. Umberto Benigni: squilibrato e psicopatico.</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;">E’ risaputo come certi squilibrati abbiano una straordinaria abilità di dissimulazione. E che Giuliano fosse uno squilibrato, pur fornito di grandi qualità, il suo impero lo ha patentemente dimostrato.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Quando si tratta direttamente o indirettamente di fede e cultura religiosa, tutto in Giuliano appare deformato, spostato, morbosamente gonfio o raggrinzito.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La montatura classica del suo cervello è famosa, e costituisce la base delle sue aberrazioni. Strano nella stessa montatura, quest’occidentale non è classicista latineggiante od, almeno, anche latineggiante: Giuliano non è che un ellenista. Egli non cita mai Cicerone E Virgilio, cita sempre Platone ed Omero; non ama l’Occidente classico e pagano, non visita mai Roma. Quest’assenteismo spirituale e materiale non poté contribuire a rendere in Giuliano più acuta la mancanza del criterio positivo, della serietà pratica della vita che il genio latino aveva così altamente formulato, e che il decadentismo greco-orientale di allora completamente ignorava o disprezzava.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un’altra enorme stranezza che è nello stesso tempo un’enorme iniquità, fu commessa da questo fanatico classicista nel vietare ai cristiani l’insegnamento della letteratura classica. Lo vietò per il furbesco fine di rendere ignoranti e rozzi i cristiani e togliere alla loro dottrina e propaganda il lenocinio del bel dire e del bello scrivere; ma era la furberia di uno squilibrato, perché evidentemente, da una parte, non era più il tempo da poter riuscire a quello scopo materiale; e, dall’altra, l’esclusione dalla classicità rendeva tanto più difficile di persuadere i cristiani della pretesa beltà e superiorità del classicismo paganesimo. Onde è uno psicopatico quegli che esclamò: “Nostra è l’eloquenza e nostro il venerare gli dei; vostra , o cristiani, è l’ignoranza e la rozzezza, e tutta la vostra sapienza si riduca a dire: credi”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In genere gli eretici e scismatici lo trovarono favorevolissimo per loro quando essi stavano contro i cattolici. Anche agli ebrei fu, come è noto, favorevole, permettendo ed aiutando la ricostruzione del tempio di Gerusalemme, soltanto perché sperava con ciò di confutare una profezia cristiana; ed è noto altresì che tale impresa servì soltanto a finir di demolire i ruderi del tempio. (il demonio fa le pentole ma non i coperti, ndr).</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Questa fu la libertà e neutralità religiosa di Giuliano di fronte ai culti “stranierei”: cioè egli mise tutto in arme contro il cristianesimo, anche la libertà e la neutralità nelle lotte interne cristiane e nel vecchio duello tra Chiesa e Sinagoga. Ma appunto perché quella settaria libertà e neutralità era uno strumento di guerra, ed egli l’adoperava perchè tale, così Giuliano fece positivamente la guerra al cristianesimo conculcando libertà, uguaglianza, giustizia, diritto e civiltà, quando il conculcarli serviva a combattere il cristianesimo.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Come Diocleziano, Galerio e Licinio, l’imperatore cominciò col proibire ai cristiani di avere impieghi della corte e del governo, se non avessero sacrificato agli dei. Il primo risultato di questa tirannica disposizione fu di far conoscere quali fossero i veri cristiani, e quali avessero ricevuto il battesimo per moda o per calcolo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Con quello spirito di gretta angheria e di furberia sorniona che è propria dei caratteri falsi e inaciditi, Giuliano seminava di tranelli pagani la vita cristiana per poter illudersi di aver fatto molti apostati. La giustizia e l’umanità in mano di quel lato umanitario subirono atroci offese quando egli volle applicarle ai cristiani chiamati da lui “lebbra dell’umanità”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Taglieggiava spietatamente i cristiani con ogni pretesto: per esempio, quello di raccogliere fondi per la guerra persiana. Molti governatori se ne approfittavano per conto loro, esigendo più del fissato;e Giuliano naturalmente lasciava fare, anzi ci scherzava sopra, schernendo i cristiani.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> E non erano soltanto le angherie fiscali che Giuliano permetteva ed incoraggiava, mal altresì le selvagge aggressioni della plebe pagana contro i fedeli. ogni pretesto era buono; ed appena scoppiavano i torbidi, ed i cristiani erano assaliti, spogliati e massacrati, il torto doveva esser di loro e solamente di loro. (…)</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Quanto sopra abbiamo riportato (e solo in parte trascritto per ragioni di spazio, ndr) non è tutto; ma basta a farci concludere che Giuliano va messo tra i più esosi inescusabili persecutori pagani della Chiesa: ogni onesta coscienza lo pospone ai grandi persecutori pagani del II e del III secolo, perché infinitamente più scusati dal loro tempo, dal loro ambiente, dalla aperta e franca ostilità anticristiana della maggior parte di loro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo fu il cesare anticristiano: vediamo ora l’imperatore pagano. La prova palpabile del suo squilibrio mentale sta precisamente nella natura e nella misura del suo paganesimo. Mentre infatti voleva essere il gran profeta e teologo di un paganesimo evoluto, di una specie di nebuloso e astruso e indecifrabile gnosticismo pagano del re Sole, figura e verbo della divinità incomprensibile, mentre nei suoi libri e discorsi polemizzava astiosamente contro la teologia cristiana volendola mostrare assurda, grossolana, barbarica, Giuliano si gettava nelle più ridicole e ripugnanti superstizioni di magia divinatoria o di riti osceni, sicché lo burlavano tutti, amici e nemici, quando invasato da quel suo strano bigottismo, celebrava cerimonie non disdegnando la compagnia meretricia che parecchie di esse egli procurava.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Giuliano è accusato di aver compiuto sacrifici umani, specialmente alla vigilia della guerra persiana. Le accuse poterono essere inesatte in qualche particolare: ma sono nel loro insieme troppo concrete, per non avere un fondo di verità. E’ certo che sotto Giuliano rincrudì tra i pagani l’infame superstizione di consultare le viscere dei bambini sventrati vivi.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Tale fu la dommatica e la liturgia del paganesimo riformato che Giuliano oppose alla dommatica ed alla liturgia cristiana. Ma quel pazzo di talento comprese che su un altro gran campo bisognava portare la lotta: quello della disciplina e filantropia del clero.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Egli vedeva l’immensa beneficienza organizzata (oltre l’individuale dei fedeli) dalla Chiesa, di cui abbiamo già studiato la prima ammirabile costituzione, e che certamente continuò sempre più organica e benefica al tempo di Costantino e di Costanzo. A questa grande carità sociale del Cristianesimo, unito alla santa vita di tanti vescovi e chierici, bisognava opporre altrettanto da parte della religione e del clero degli dei; e quel maniaco che col suo ingegno vide una tale necessità, col suo squilibrio s’illuse di soddisfarla; e il sul pomeriggio del secolo IV sognò sacerdoti di Cibele, di Venere e di Bacco diventare persone sante e darsi eroicamente a quel ministero che era stato ignoto a tutto il sacerdozio etnico e giudaico ne’ suoi tempi migliori.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E’ nota la lettera di Giuliano as Arsico gran sacerdote della Galazia: “La religione ellenica secondo me non è ancora in vigore per colpa di chi la professa… Aspettiamo che l’ateismo (il cristianesimo, secondo l’uso pagano, detto ateo perchè non conosceva gli dei) siasi accresciuto con la carità pei pellegrini e pei morti e con la simulata gravità di condotta? Queste cose noi dobbiamo veramente esercitare. Ne basta che tu sii uno di tali, ma tutti i flamini di Galizia debbono fare altrettanto. Raccomando loro di non andare al teatro, e alla bettola e di non esercitare mestieri turpi e indecorosi. Poi dopo aver citato l’inevitabile Omero, Giuliano termina con una calda perorazione per questa inaudita elevazione morale, e sociale del paganesimo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quando il reverendo clero cibeleo avrò avuto comunicazione da Arsacio della pastorale del pontefice massimo Giuliano, probabilmente avrà pregato la gran Madre degli dei perché facesse rinsavire quel povero imperatore che dava evidenti segni di pazzia ragionante. Giacchè se i sacerdoti di Cibele dovevano lasciare teatri e bettole e turpi mestieri per fare gli astinenti, i filantropi e gli ospedalieri, tanto valeva che si facessero cristiani.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questa lezione delle cose Giuliano non lo capiva. Ma noi siamo indulgenti, ancora una volta, con questo squilibrato del secolo IV (…). Gregorio Nazienzeno osserva a proposito di Giuliano: “peccato che, non durò tanto da tentare davvero l’imitazione! Avremmo avuto un bel raffronto tra i gesti dell’uomo e quelli della scimmia”.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Sul campo della sconfitta, preparandosi tranquillamente a morire, da filosofo stoico, in mezzo ai suoi generali, &#8211; nella suprema chiara visione di cui la vita fuggente fa un dono d’addio anche a molti sin allora immersi nell’allucinazione o nel coma – Giuliano vide forse il definito fallimento della sua impresa pagana, il dileguarsi per sempre della passeggera nube idolatrica nel cielo ormai cristiano dell’impero e della civiltà di Roma?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Sembra che si, se riflettasi alle sue parole ed a tutto il suo contegno. Ai generali non disse una parola del suo programma, non alluse alla continuazione della lotta anticristiana, non vi provvide nemmeno col disegnare un successore fedele ad essa, ma lasciò ai capi dell’esercito una tale scelta che cui dipendeva l’eventualità di un definitivo trionfo cristiano come di fatto avvenne.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il leggendario “Galileo, hai vinto” egli non disse realmente, non colla sua voce ma col il suo silenzio: eloquente silenzio dei grandi dolori che sono muti.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Ridicoli furono gli enciclopedisti e i volterriani del secolo XVIII che vollero fare un torto precursore razionalista di quel bigotto della magia. Anche oggi gli autori anticristiani abbondano nei tentativi di giustificare Giuliano, sfigurandone la mentalità e l’opera.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel corso di queste pagine ci è avvenuto di ripetere a vicenda per Giuliano i nomi di pazzo e di cattivo. Il grado della sua responsabilità di coscienza non è facile matematicamente a determinarsi, come in un ambulatorio di psicopatia; ma la sintesi della sua vita ci dà il concreto criterio che il suo squilibrio mentale fu nell’apprezzamento della salvabilità e riformabilità del paganesimo, nel cieco feticismo dell’ellenismo e nel non meno cinico disprezzo della “barbarie” cristiana; che le sue grottesche e sanguinarie superstizioni furono degne di un pazzo; ma che l’iniquità della sua persecuzione e dei suoi mezzi ipocriti e crudeli da lui adibiti non poteva sfuggire a lui che pur era tanto arguto nello scoprire errori e colpe negli avversari, e che predicava l’umiltà e la tolleranza. Un simile squilibrio mentale ed una simile responsabilità morale non elidono, perché riguardano punti diversi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma nemmeno i suoi pagani lo presero sul serio: e questo è tutto dire. Giorgio Nazienzeno rammenta che Giuliano faceva ridire anche i correligionari coll’affannarsi a soffiare attorno al sacro fuoco. In realtà, i pagani suoi contemporanei erano scettici e gaudenti che non comprendevano e perciò disprezzavano lo zelo bigotto di Giuliano.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Appena spirato, i capi dell’esercito circondato dai persiani, elessero ad imperatore Gioviano i prode cristiano già esiliato da Giuliano e poi richiamato da lui nella stretta del bisogno per la guerra. Gioviano tentò di schernirsi dicendo ai soldati. Come volete che io sia vostro imperatore, io che sono cristiano? Siamo tutti cristiani! Risposero i colleghi, anche quelli che pur dianzi avevano steso la mano compiacete a bruciare l’incenso davanti agli idoli del morto.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> E questo fu il vero e maggiore seppellimento di Giuliano l’Apostata.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><em>(Tratto da: Mons. Umberto benigni, Storia Sociale della Chiesa, Vol. II, t. I, Casa Editrice Vallardi, Milano 1912, pagg. 250 – 271)</em></strong></span></p>
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		<title>Rassegna stampa del 14.05.2012</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Centro Studi Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza Comunicato n. 51/12 del 14 maggio 2012, Santa Gemma Galgani &#160; Rassegna stampa del 14.05.2012 (i titoli sono redazionali) &#160; In rilievo – Occidente: servo della Sinagoga, nemico della Chiesa (11.05.2012) &#8220;L&#8217;Europa oggi ha perso ogni coscienza ed è responsabile della fuga dei cristiani&#8221; dal Medio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza</strong></span></p>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>Comunicato n. 51/12 del 14 maggio 2012, Santa Gemma Galgani</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large; color: #0000ff;"><strong>Rassegna stampa del 14.05.2012 (i titoli sono redazionali)</strong></span></p>
<p><a href="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/318131_231384543637188_100002969328094_387036_508244485_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-798" title="318131_231384543637188_100002969328094_387036_508244485_n" src="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/318131_231384543637188_100002969328094_387036_508244485_n-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>In rilievo – Occidente: servo della Sinagoga, nemico della Chiesa</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"> (11.05.2012) &#8220;L&#8217;Europa oggi ha perso ogni coscienza ed è responsabile della fuga dei cristiani&#8221; dal Medio Oriente. E&#8217; con queste parole che il patriarca di Antiochia e di tutto l&#8217;Oriente per i greco melchiti, Gregorio III Lahham, critica l&#8217;immobilismo dei Paesi dell&#8217;Ue rispetto alle vicende cui si assiste in Siria e in Medio Oriente in generale e alla sorte delle minoranze cristiane che qui vivono. &#8220;Lasciatemi dire con sincerità che l&#8217;Europa non vuole che vi siano cristiani in Medio Oriente&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/1011562/Siria-patriarca-Antiochia-Europa-senza-coscienza-colpevole-fuga-cristiani-da-MO.html">Libero</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>Fratelli d’Italia&#8230; made in Cina</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"> (15.04.2012) Fra i primi trenta cognomi milanesi, venticinque anni fa, non ce n&#8217;era nemmeno uno straniero. Oggi ce ne sono quattro e l&#8217;unica continuità con il passato è rappresentata dal vertice della classifica, che anche nel 2012 è occupata, dai Rossi ma già al secondo compare l&#8217;orientale Hu. Non solo: tra i primi dieci cognomi registrati all&#8217;anagrafe del Comune di Milano, ben tre sono di chiara provenienza cinese. I dati, forniti dall&#8217;assessore Daniela Benelli, &#8220;dimostrano come Milano stia cambiando sul piano etnico e sociale&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tant&#8217;è vero che il milanesissimo Brambilla, cognome con cui viene identificata la famiglia meneghina per antonomasia, è solo all&#8217;ottavo posto, mentre l&#8217;altrettanto milanese Fumagalli è al trentesimo. &#8220;Questa classifica dei cognomi &#8211; spiega l&#8217;assessore Benelli &#8211; è un indicatore dell&#8217;evoluzione nel tempo della città e dei suoi abitanti. Se negli anni Cinquanta e Sessanta colpiva il diffondersi dei cognomi meridionali, ora questo discorso vale per quelli stranieri: con il tempo verrà meno lo stupore anche per questi ultimi&#8221;. I cognomi cinesi in città vanno per la maggiore: fra i primi 100 se ne contano ben 12. Ci sono 3.694 Hu, 1.625 Chen e 1.439 ìZhou. Poi 1.030 Wang, 930 Wu, 916 Lin, 829 Zhang, 742 Liu, 684 Zhao, 676 Li, 633 Zhu, 581 Zheng.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E i milanesi a questi cognomi brevi si sono ormai abituati per ragioni storiche: la comunità cinese è la più antica della città, visto che il primo insediamento in via Paolo Sarpi risale agli anni Venti. A parte la massiccia presenza dei cinesi, scorrendo l&#8217;elenco dei 100 cognomi più diffusi, spiega l&#8217;assessore, non si rilevano &#8216;invasioni&#8217; degli stranieri. Solo tre, fra i primi cento, i cognomi di chiara matrice araba: Mohamed al 34esimo posto (944 persone), Ahmed, al 63esimo (741). Ibrahim al 75esimo posto (656). Sorprese anche dall&#8217;analisi dei cognomi ambrosiani doc. Tra i primi dieci figurano al terzo posto Colombo (3.685), al quarto Ferrari (3.568), al settimo Villa (1.905), tutti di antica tradizione meneghina. Brambilla, invece, compare solo al nono posto della classifica (1.536 cittadini), mentre Beretta (il cognome del primo sindaco di Milano) è relegato addirittura al 28esimo posto con 1.042 persone.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/04/15/news/fra_i_cognomi_pi_diffusi_a_milano_il_cinese_hu_scalza_sciur_brambilla-33351789/">La Repubblica</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>Siria: i ribelli saccheggiano i monumenti d’arte</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"> (2.05.2012) Il Krak dei Cavalieri, uno dei meglio conservati, e più impressionanti monumenti dell’arte militare dei tempi dei crociati, conquistato da Saladino dopo un lunghissimo assedio è in pericolo, vittima del caos che sta regnando in Siria. Sembra che di recente uomini armati – non si sa di quale fazione – abbiano fatto irruzione nel castello, lodato da Lawrence d’Arabia per la sua bellezza, e ancora oggi meta di numerosi visitatori. Secondo Bassam Jammous, Direttore generale delle Antichità di Damasco, gli aggressori hanno cacciato via il personale e hanno cominciato scavi e ricerche per trovare materiale da portare via e rivendere. Quello che sta accadendo in Siria (musei e luoghi archeologici saccheggiati, o danneggiati) ricorda purtroppo da vicino ciò che abbiamo visto in Iraq, dopo la caduta di Saddam Hussein, e più di recente nell’Egitto del dopo-Mubarak.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&amp;ID_articolo=1634&amp;ID_sezione=396">La Stampa</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>Gen. Delfino: Mossad, Cia e la strategia della tensione</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"> (3.05.2012) «La strategia della tensione? È esistita e molti dei più gravi episodi stragistici sono stati determinati da poteri dello Stato e da pezzi dei suoi Servizi segreti, nell&#8217;ambito di un conflitto più vasto tra Est e Ovest. Usa e Urss ci hanno fatto piombare in una guerra civile, l&#8217;Italia in quegli anni era terreno di scontro tra i Servizi di tutto il mondo». (…) Molti hanno lucrato in quella sporca guerra: ufficiali dei servizi affamati di soldi e di carriere fulminanti, politici ammantati di atlantismo, affaristi e piduisti (Delfino è l&#8217;uomo che ha catturato Licio Gelli in Svizzera e individuato il latitante Francesco Pazienza in Usa). «In quegli anni l&#8217;Italia era attraversata dai Servizi di tutto il mondo, da uomini delle istituzioni che pendevano dalle labbra della Cia e del Mossad, che facevano a gara per i soldi degli Stati Uniti».</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_maggio_3/20120503BRE02_20-20112561460.shtml">Corriere della Sera</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>Squartare è bello: mi piace, condivido</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"> (4.05.2012) Roma &#8211; E&#8217; un&#8217;idea italiana, che ha fatto breccia anche sul multimiliardario fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg: la possibilità di inserire sul proprio profilo nel celebre social network la disponibilità alla donazione di organi. Presto questa idea sarà applicata anche agli utenti italiani di Facebook. Ne è convinto Antonio Gasparrini, ordinario di gastroenterologia alla Cattolica di Roma e presidente della Fire (Federazione ricerca in epatologia), uno dei promotori dell&#8217;iniziativa insieme a Pubblicità Progresso. &#8220;L&#8217;idea ci è venuta un anno fa, e abbiamo scritto a Zuckerberg che l&#8217;ha fatta sua &#8211; spiega Gasbarrini &#8211; ora siamo in contatto con Facebook Italia che ci sta lavorando&#8221;. Un atto, quello di dichiarare su Facebook la volontà di donare gli organi in caso di morte improvvisa, che non ha di per sè valore legale, ma che ha un enorme valore di propaganda dell&#8217;utilità di donare, anzi, sottolinea Gasbarrini, &#8220;del diritto di donare gli organi.(…)</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/05/09/Australia-facebook-donazione-organi_6839572.html">Ansa</a></span></p>
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<p><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>I crimini delle bande sudamericane</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"> (6.05.2012) Genova &#8211; Lo hanno rapito, picchiato, torturato. Gli hanno tagliato le palpebre per costringerlo a guardare mentre lo colpivano a mani nude e con una mazza. Poi lo hanno abbandonato in strada, a una fermata del bus. Privo di sensi, sanguinante, innaffiato con alcol così da far credere fosse il solito ubriacone vittima di una rapina o di una rissa. Invece, Juan, 22 anni, è stato sequestrato e seviziato dai componenti di una gang di strada, emuli dei narcos messicani che in queste ore marcano il loro territorio impiccando i nemici ai viadotti delle autostrade e ammazzano giornalisti e poliziotti in egual numero. È una storia allucinante quella sulla quale indagano ora gli uomini della squadra mobile di Genova, costretti a fare i conti con un clima di omertà riscontrabile solo tra i picciotti di Cosa nostra. Bocche cucite: sembra la mafia, sono le pandilla, le bande di latinoamericani che proliferano nel capoluogo genovese come a Milano, Roma, perfino Napoli. E ovunque succede che carabinieri e poliziotti si trovino a indagare su giovani accoltellati o massacrati di botte, oppure rapinati e nemmeno lo straccio di una testimonianza. Peggio, quando qualcuno accetta di parlare con le forze dell’ordine, snocciola storie inventate, architetta depistaggi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2012/05/06/APZCIKSC-vendetta_horror_film.shtml#axzz1nnemBoNP">Il Secolo XIX</a></span></p>
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<p><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>Napolitano e il boom dell’immigrazione </strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"> (7.05.2012) Le seconde generazioni degli immigrati sono «parte integrante della nostra società». Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera al Comune di Nichelino che ieri pomeriggio al teatro Superga ha conferito la cittadinanza onoraria a 450 ragazzi nati negli ultimi dieci anni sul territorio del Comune da genitori stranieri. «L&#8217;attribuzione della cittadinanza onoraria &#8211; ha affermato nella missiva il Capo dello Stato &#8211; può rappresentare un prezioso contributo per la sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica sul tema, anche se tale provvedimento non ha ovviamente un valore giuridico, ma solo simbolico.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;iniziativa ha, tuttavia, il merito di riconoscere le seconde generazioni come parte integrante della nostra società. È evidente, come ho più volte rilevato, il disagio di tutti quei giovani che, nati o cresciuti nel nostro Paese, rimangono troppo a lungo legalmente &#8220;stranieri&#8221;, nonostante siano, e si sentano, italiani nella loro vita quotidiana». «È auspicabile che queste iniziative &#8211; ha concluso il capo dello Stato- costituiscano uno stimolo a una approfondita riflessione anche in sede parlamentare, per una possibile riforma delle modalità e dei tempi del riconoscimento della cittadinanza italiana ai minori stranieri». Napolitano era stato anche invitato a partecipare alla cerimonia dal sindaco Giuseppe Catizone e dall&#8217;assessore ai Servizi demografici Carmen Bonino, ma non ha potuto essere presente.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">«Conferendo le 450 cittadinanze onorarie &#8211; ha detto Catizone- abbiamo voluto inviare un segnale al Parlamento perché riveda la legge sulla cittadinanza sulla scia delle parole del capo dello Stato». I 450 bambini hanno anche ricevuto una copia della Costituzione e una spilla con la bandiera italiana.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/05/07/napolitano-premia-nichelino-per-giovani-stranieri.html">La Repubblica</a></span></p>
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<p><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>Salva-Turchia</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"> (8.05.2012) L&#8217;ingresso della Turchia nella Unione Europea è &#8220;fondamentale&#8221;, perché la Turchia &#8220;serve ad una Europa che è stanca e anziana&#8221;. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio, Mario Monti, a Villa Madama al termine del vertice italo-turco col premier Recep Tayyip Erdogan. &#8220;Turchia e Italia rappresentano fattori di stabilità nel Mediterraneo e in Medio Oriente&#8221;, ha precisato Monti. Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ringraziato il presidente del Consiglio, &#8220;per il prezioso sostegno che l&#8217;Italia ha sempre dato alla Turchia per l&#8217;ingresso nell&#8217;Unione Europea&#8221;. Erdogan ha riaffermato l&#8217;impegno di Ankara per l&#8217;ingresso nell&#8217;Unione: &#8220;Siamo determinati a continuare in questo iter&#8221;, ha assicurato.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=164914">Rai News 24</a></span></p>
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<p><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>Il Cristianesimo è deicida, parola di cabalista</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"> (9.05.2012) Intervista a Haim Baharier (l’articolista scrive che Baharier ha “influenza su taluni componenti del governo dei tecnici”. Sarebbe interessante conoscere i loro nomi).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">D. Ha accusato il Cristianesimo di deicidio. Ci spiega?</span><br />
<span style="font-size: medium;"> R. “Il Dio di Israel è il Dio della memoria, della storia, del percorso di un popolo. Ha un senso rispetto a questo progetto e a questa storia: la costruzione di una società che sia in grado di promuovere l’economia di giustizia. Nulla vieta che ci siano poi degli esploratori in grado di traslare il progetto in altre realtà, con i dovuti cambiamenti. Ma saltare le tappe ed esportare il Dio di Israel verso terre che egli non conosce e non ha frequentato significa trasformarlo in un idolo come tanti: è quello il deicidio, l’esilio dell’assenza dei talmudisti, un concetto che erroneamente è stato considerato come consolatorio, ma che invece è spaventoso”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://www3.lastampa.it/focus/salone-del-libro-2012/articolo/lstp/453478/">La Stampa</a></span></p>
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<p><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>Una cum Nostra Aetate</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"> Saluti di B. XVI alla delegazione del Latin American Jewish Congress ricevuta in Vaticano il 10/5/2012: &#8220;Cari amici ebrei, sono lieto di accogliere questa delegazione dell&#8217;American Jewish Congress. Il nostro incontro è particolarmente significativo, perché voi siete il primo gruppo che rappresenta le organizzazioni e le comunità ebraiche dell&#8217;America Latina che ho incontrato qui in Vaticano. In tutta l&#8217;America Latina ci sono comunità ebraiche dinamiche, soprattutto in Argentina e in Brasile, che vivono accanto a una grande maggioranza di cattolici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Dagli anni del Concilio Vaticano II, le relazioni tra ebrei e cattolici si sono rafforzate nella regione, e ci sono diverse iniziative che continuano ad approfondire l&#8217;amicizia reciproca. Come sapete, nel mese di ottobre si celebra il cinquantesimo anniversario dell&#8217;inizio del Concilio Vaticano II, la cui Dichiarazione Nostra Aetate rimane la base e la guida nei nostri sforzi per promuovere maggiore comprensione, rispetto e cooperazione tra le nostre due comunità.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questa Dichiarazione non solo ha preso una posizione chiara contro tutte le forme di antisemitismo, ma ha anche gettato le basi per una nuova valutazione teologica del rapporto tra Chiesa ed ebraismo, e ha espresso la fiducia per il fatto che l&#8217;apprezzamento del patrimonio spirituale condiviso dagli Ebrei e cristiani porterebbe ad una comprensione e una crescente stima reciproca. Nel considerare il progresso ottenuto negli ultimi cinquanta anni delle relazioni cattolico-ebraiche in tutto il mondo, non possiamo fare a meno di ringraziare l&#8217;Onnipotente per questo segno evidente della sua bontà e provvidenza. (&#8230;).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href=" http://www.zenit.org/article-30579?l=italian http://www.zenit.org/article-30579?l=italian>&#8220;>Zenit</a></span></p>
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		<title>Attenti a quei due</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Centro Studi Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza Comunicato n. 50/12 del 10 maggio 2012, Sant’ Antonino Prosegue l’analisi sui rapporti tra la Fraternità San Pio X e gli ambienti della destra ratzingeriana e tieffepina. Dopo l’articolo pubblicato ieri (L’isola che non c’è, clicca qui), segnaliamo un articolo apparso nel n. 65 della rivista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000; font-size: large;"><strong>Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000; font-size: large;"><strong>Comunicato n. 50/12 del 10 maggio 2012, Sant’ Antonino</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><a href="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/url-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-786" title="url (1)" src="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/url-1-300x268.jpg" alt="" width="300" height="268" /></a></span><br />
<span style="font-size: medium;"> Prosegue l’analisi sui rapporti tra la Fraternità San Pio X e gli ambienti della destra ratzingeriana e tieffepina. Dopo l’articolo pubblicato ieri (<strong><span style="color: #0000ff;"><em>L’isola che non c’è</em></span>, <strong><a href="http://www.casasanpiox.it/visualizza_docs.asp?id=83 ">clicca qui</a></strong></strong>), segnaliamo un articolo apparso nel n. 65 della rivista Sodalitium, relativo a due case editrici particolarmente in auge negli ambienti “tradizionalisti”. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large; color: #0000ff;"><strong>Ancora sulle edizioni Lindau (Torino) e Fede e cultura (Verona)</strong></span></p>
<p><span style="font-size: large; color: #0000ff;"><span style="color: #000000;">di</span><strong> <em>don Francesco Ricossa</em></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L’articolo su Mons. Gherardini e il suo libro Concilio Vaticano II. Un discorso da fare (Casa Mariana Editrice, Frigento, 2009), ha suscitato – come abbiamo visto – molte reazioni: sul fondo della questione, da parte di Mons. Gherardini stesso, ma anche su altre tematiche secondarie o annesse da me trattate in quell’articolo; così don Belmont sulla Tesi di Cassiciacum, così il professor Radaelli sul pensiero di Romano Amerio…</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Altra questione discussa, quella sollevata dal medesimo articolo sul ruolo, sempre più importante, che stanno svolgendo nel campo cattolico due case editrici: Lindau, di Torino, e Fede e cultura di Verona (entrambe le case editrici hanno pubblicato numerose opere di Mons. Gheradini, e di molti altri autori cattolici conservatori o “tradizionalisti”). Sodalitium aveva messo in guardia nei confronti di queste due case editrici, argomentando a proposito nelle note 1 (su Lindau) e 6 (su Fede e Cultura), pp. 29-31 del bollettino. Intendevo mettere in guardia i nostri lettori, certamente, ma anche e soprattutto gli autori cattolici i quali, pubblicando le proprie opere presso queste case editrici, si prestavano, volens nolens, ad una strategia culturale ed editoriale poco chiara.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Anche queste notarelle non sono passate inosservate. Se il dott. Giovanni Zenone, di Fede e Cultura, non ha dato segni di vita, don Curzio Nitoglia ha invece dedicato un lungo articolo alla questione trattando in particolar modo del libro pubblicato da Zenone stesso, Il chassidismo. Filosofia ebraica (prefazione di Massimo Introvigne). Ci ritorneremo. Si è fatto direttamente vivo, invece, il direttore editoriale delle edizioni Lindau (nonché de L’età dell’acquario) con alcune lettere cortesi (tranne l’ultima) al sottoscritto, in quanto direttore della rivista Sodalitium (4, 12 e 25 ottobre). A costo di annoiare il lettore, data l’autorizzazione del dott. Quarantelli, e per non deformare il suo pensiero, penso poter pubblicare il nostro breve scambio di corrispondenza.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Da Ezio Quarantelli a don Ricossa, 4 ottobre 2010</span></strong><br />
<span style="font-size: medium;"> Gentile don Ricossa,</span><br />
<span style="font-size: medium;"> un lettore ci ha segnalato una nota dell’Editoriale del numero di maggio 2010 di “Sodalitium” che chiama in causa la casa editrice e me in particolare. Al più presto Le risponderò, come è giusto, in modo formale, ma, intanto, La invito a venirci a trovare. Penso che una chiacchierata franca e diretta possa fugare tante ombre. Ha occasione di venire a Torino nelle prossime settimane?</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Un saluto cordiale.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Ezio Quarantelli</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Da Don Ricossa a Ezio Quarantelli, 5 ottobre 2010</span></strong><br />
<span style="font-size: medium;"> Gentile dott. Quarantelli,</span><br />
<span style="font-size: medium;"> La ringrazio per la Sua cortese lettera che ho potuto leggere al ritorno da un viaggio. La ringrazio altresì per il cortesissimo invito ad una chiacchierata franca e diretta, ma con la medesima franchezza le dirò che per il momento preferirei leggere la Sua risposta prima di un eventuale incontro.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Naturalmente, se avessi pubblicato qualche cosa di inesatto sarò lieto di pubblicare rettifica. A mia volta la saluto cordialmente</span><br />
<span style="font-size: medium;"> don Francesco Ricossa</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Da Ezio Quarantelli a don Ricossa, 12 ottobre 2010</span></strong><br />
<span style="font-size: medium;"> Gentile don Francesco,</span><br />
<span style="font-size: medium;"> questa volta tocca a me scusarmi per il ritardo, ma sono rientrato soltanto ieri dalla fiera di Francoforte. Come le ho anticipato, ho letto con ritardo l’Editoriale di “Sodalitium” dello scorso maggio, che chiama in causa la casa editrice e me in particolare. Devo confessarle che mi ha un po’ addolorato sentirmi annoverato fra i suoi nemici, senza aver avuto la possibilità di chiarire qual è il senso del nostro e del mio lavoro. Provo a illustrarglielo ora, nella speranza di modificare almeno un po’ il suo giudizio. Lindau è una casa editrice laica da qualche anno impegnata in un lavoro di ricerca e di valorizzazione del grande patrimonio spirituale e culturale cristiano. A esso convintamente dedica molte energie e molte risorse. Come può vedere scorrendo il nostro catalogo, abbiamo dato e diamo spazio a pensatori, studiosi, uomini di fede anche molto lontani fra loro. Il lavoro su Amerio si accompagna, per esempio, alla riproposizione di alcuni libri di Thomas Merton. Il fondatore dell’Opus Dei, e l’Opera stessa, sono protagonisti di libri pubblicati nella stessa collana che ospita autori vicini per sensibilità a Comunione e Liberazione. Il punto è che io intendo la casa editrice come un’agorà, cioè come un luogo in cui si ritrovano per dialogare “realtà” diverse, ma comunque accomunate da integrità intellettuale e morale, rigore, coerenza ecc. Del resto Lindau ha pubblicato anche autori atei o agnostici, o appartenenti a religioni diverse da quella cristiana. Lindau ha rilevato il marchio e il catalogo delle Edizioni L’Età dell’Acquario nel 2000 nell’ambito di un’operazione di ampliamento della propria presenza commerciale in libreria. Come forse saprà si tratta di una vecchia impresa editoriale, nata nel 1970 con una forte connotazione new age. A noi non interessava il contenuto del lavoro fin lì svolto, ma piuttosto la possibilità di sfruttare, anche in un senso diverso, un marchio conosciuto.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> In questi anni abbiamo infatti cercato di sviluppare soprattutto le collane relative a salute e benessere e psicologia. Abbiamo anche dato spazio a religioni, filosofie, “saggezze” tradizionali, mitigando prima e sostanzialmente azzerando poi il profilo più marcatamente acquariano. Quest’operazione è per altro ancora in corso e richiede una certa gradualità. È vero che io ho diretto la rivista “Confini”, edita dalla Fondazione A. Fabretti per incarico della Socrem di Torino. Si tratta di un incarico professionale che ho ricevuto tanti anni fa (la casa editrice non c’entra nulla) e che mi ha aiutato a guadagnare il pane quotidiano. Per altro, la Fondazione A. Fabretti è stata costituita da Regione, Provincia, Comune, Università e Socrem di Torino, ha un comitato scientifico di tutto rispetto ed è una delle pochissime realtà che operano nell’ambito della riflessione sulla morte. Quanto alla Socrem di Torino è un’associazione che raccoglie oltre 40.000 iscritti. Fra essi vi saranno certamente molti massoni, ma sono sicuramente più numerosi i cattolici. Certo, la cremazione – 100 anni fa – era una bandiera della Massoneria. Oggi, però, è una possibilità fra le altre, come le altre. Del resto, per quello che ne so, la Socrem attende con grande rigore, professionalità e sensibilità al suo compito e mi sembra rispettosissima delle scelte di coscienza di tutti. Sicuramente lei dirigerebbe questa casa editrice in una maniera diversa dalla mia. Sicuramente, insieme a tante idee che abbiamo in comune &#8211; ne sono certo -, ve ne possono essere altre che ci allontanano. Ma questo fa di lei e di me due nemici? Magari due nemici “oggettivi”, come si sarebbe detto negli anni Settanta? Io non credo. Anzi, per parte mia ritengo che lei potrebbe insegnarmi molte cose o comunque sollecitarmi a cogliere in maniera diversa molti aspetti della complessa realtà in cui viviamo. Per questo le assicuro una costante, rispettosa e cordiale attenzione. Non è necessario che dia conto di queste righe su “Sodalitium”. Lo faccia se lo ritiene utile, o se ne astenga in caso contrario. L’unica cosa per me davvero importante è avere avviato un dialogo. Molti cordiali saluti.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Ezio Quarantelli</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Da don Ricossa a Ezio Quarantelli, 23 ottobre 2010</span></strong><br />
<span style="font-size: medium;"> Egregio dott. Quarantelli,</span><br />
<span style="font-size: medium;"> La ringrazio della Sua cortese lettera del 12 ottobre, e mi scuso per il ritardo di questa mia risposta.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Ci tengo a precisare il senso della nota dedicata alla Sua casa editrice, nel quadro di un esame critico di un’opera di Mons. Gherardini.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Poiché noi di Sodalitium non siamo “laici” ma cattolici, ci battiamo per la regalità di Cristo, anche nella società, così come insegna, ad esempio, l’enciclica di Pio XI, Quas primas; e Nostro Signore ebbe a dire: “Chi non è con me, è contro di me”. In particolar modo, consideriamo nemica della Chiesa la Massoneria, e naturalmente in maniera più generica, anche quelle associazioni affini alla Massoneria (in quanto ne condividono l’esoterismo) o da essa in qualche modo controllate. Tra queste ultime, non si può non annoverare la Socrem (Società per la cremazione). Lei dice che i suoi iscritti sono in maggior parte cattolici; certamente non lo sono i suoi dirigenti, i quali &#8211; se non tutti, almeno in grande maggioranza &#8211; sono iniziati alla Massoneria. Lei parla della Sua direzione della rivista Confini al passato (“ho diretto”), ma a me risulta che Lei ancora diriga la detta rivista. L’appartenenza o la vicinanza alla Massoneria dei dirigenti della Socrem e della rivista Confini dovrebbe essere nota anche a Lei, giacché il segretario generale della fondazione Ariodante Fabretti, &#8211; Fondazione che, come Lei stesso mi ricorda, edita Confini &#8211; è quel Professor Novarino, del Grand’Oriente d’Italia, che è anche un Autore della sua casa editrice L’età dell’Acquario.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Questi fatti mi fanno pensare che anche Lei potrebbe essere in qualche modo affiliato alla Massoneria, e Le sarei molto grato se, con sincerità e franchezza, volesse darmi lumi al riguardo.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Detto questo, e vengo al punto, non mi sarei interessato alla Sua casa editrice (come pure a Fede e Cultura di Verona) se non avessi notato che essa è diventata ormai, con Fede e Cultura, appunto, e Sugarco, la casa editrice di riferimento di molti, moltissimi autori cattolici “tradizionalisti” o vicini al mondo “tradizionalista”. È solo per questo motivo che ho pensato utile dare qualche informazione ai miei quattro lettori sulla Sua casa editrice. Infatti, non voglio certo decidere io quali autori debba Lei pubblicare, me ne guardo bene, ma non posso non essere incuriosito dal fatto che detti autori accettino di essere pubblicati da Lindau, e che d’altra parte Lindau sia così interessata, come casa editrice, a pubblicare detti autori.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Tutto qui.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Infine, se non distinguo sufficientemente la Sua persona dalla casa editrice è perché &#8211; mi corregga se mi sono sbagliato &#8211; mi sembra che il responsabile principale &#8211; come direttore editoriale &#8211; di Lindau sia Lei, e che pertanto le scelte editoriali siano da ricondurre alla Sua persona. Mi scuso per il tono della mia lettera che potrà sembrarLe “inquisitorio”, e La ringrazio anticipatamente per ogni ulteriore informazione o chiarimento che troverà opportuno fornirmi. Cordiali saluti</span><br />
<span style="font-size: medium;"> don Francesco Ricossa</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Da Ezio Quarantelli a don Francesco Ricossa, 25 ottobre 2010</span></strong><br />
<span style="font-size: medium;"> Gentile don Ricossa,</span><br />
<span style="font-size: medium;"> la ringrazio delle delucidazioni. Capisco bene qual è la sua posizione, ma non la condivido. Non mi importa nulla di sapere se Marco Novarino è affiliato o no alla Massoneria o se lo è il direttore di “Confini” (io ne sono stato, o ne sarò, soltanto il direttore responsabile; al momento la rivista ha sospeso le pubblicazioni), o se lo è lei. Mi interessano le persone, la loro onestà e serietà. Se queste sono accertate, mi confronto volentieri con loro (o, per dir meglio, con le loro idee), nelle forme e nei modi di volta in volta possibili e auspicabili. Come sto facendo in questo momento con lei. Tutto qui.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Un saluto molto cordiale e sinceri auguri di buon lavoro.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Ezio Quarantelli</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La nostra “discussione”, come comprenderà facilmente il lettore, è finita qui. Posso aggiungere che non ho alcuna difficoltà nel dire e ribadire che non sono affiliato alla massoneria, e che la considero mia mortale nemica. Lo stesso non ha voluto o potuto fare l’editore di Lindau, forse perché il suo nome (Ezio Quarantelli, nato a Torino il 25 luglio 1955, residente a Torino, editore) compare in un elenco (non esaustivo) dei massoni italiani (consultabile su http://www.scribd.com/doc/6531365/Elenco-Massoni-Italiani ) elenco che, pur non avendo l’autorità dei piedilista della loggia d’affiliazione, offre a un primo esame tutte le garanzie di autenticità, che naturalmente il direttore editoriale di Lindau può sempre smentire, se lo ritiene opportuno. Ma come smentire il fatto accertato che i dirigenti della Società per la Cremazione (Socrem) siano tutti – o quasi – membri della Massoneria? Basta compiere una piccola indagine sui nomi dei suddetti dirigenti, ad esempio della Socrem di Torino. Il presidente risulta essere un tal Piero Ruspino, il quale è ufficialmente il Gran Tesoriere del Grand’Oriente d’Italia. Vicepresidente è l’avvocato Bruno Segre, israelita, libero pensatore, già capogruppo del PSI e dirigente della Lega Italiana per il Divorzio, presidente onorario (ne fu presidente per vent’anni fino al 2009) dell’Associazione internazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno e, naturalmente, affiliato alla Massoneria (cf libro autobiografico Non mi sono mai arreso). Past-president è Luciano Scagliarini, anche lui nell’elenco dei massoni italiani. Tesoriere è Gian Battista Pollini, Maestro Venerabile della Loggia Pedemontana 696 (cf Erasmo notizie, rivista del GOI, 1 marzo 2009). Segretario era Gian Secondo Merletti, il cui necrologio sulla Stampa, quotidiano di Torino, dice:</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">“A.: G.: D.: G.: A.: D.: U.: È passato all’Oriente Eterno il fr.: Gian Secondo Merletti. (…)” “Il Presidente, l’ufficio di Presidenza, il Consiglio Direttivo, il Collegio Sindacale e il personale della Società di Cremazione di Torino … partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa di Gian Secondo Merletti, da molti anni apprezzato e stimato segretario del Consiglio Direttivo. (Da La Stampa del 31 agosto 2010).</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Passando ai Consiglieri della Socrem di Torino, Giorgio Borra è membro della Loggia Augusta Taurinorum di Torino, Riccardo Corsi (che nell’elenco dei massoni italiani risulta essere un ufficiale) è Garante di Amicizia del GOI (Erasmo notizie, 11/2003, p. 6) e, se non si tratta di omonimia, autore del Compendio dei Rituali a uso del Maestro delle Cerimonie (Ananke, Torino, 2007), Renato Valbonesi era Vicepresidente per il Piemonte del GOI (Erasmo notizie 11-12.2004); Eros Durante compare nel succitato elenco (nato il 24 luglio 1960, di Pino Torinese, agente di commercio); non ho trovato notizie solo a proposito di Silvia Detto. Presidente del Collegio Sindacale è il prof. Vladimiro Valas (della Ricerca sul cancro) e Sindaci sono Giovanni Boidi e Giarcarlo Garau, quest’ultimo ex maestro venerabile della Loggia Propaganda di Torino (Erasmo notizie, 19-20-21/2009). La rivista della Socrem, Confini, risultava avere (adesso esce in versione internet) per direttore lo Scagliarini suddetto, per direttore responsabile e membro del comitato di redazione il Nostro Ezio Quarantelli (direttore editoriale delle edizioni Lindau), e come segretario di Redazione il prof. Marco Novarino, dell’Università di Torino, già collaboratore di Hiram e Massoneria oggi, segretario generale della Fondazione Ariodante Fabbretti (che diffonde la cremazione), definito “fratello” dal sito della Loggia Ipotenusa (Torino), e che chiunque può ammirare in video nella Radio GOI (Grand’Oriente d’Italia) durante la Gran Loggia del 2005 a Rimini. Ora, due opere del Novarino sono state edite dalle edizioni Età dell’Acquario – marchio delle edizioni Lindau – nel 2003 (L’Italia delle minoranze. Massoneria, protestantesimo e repubblicanesimo nell’Italia contemporanea) e nel 2009 (Uomini e Logge nella Torino capitale): davvero Ezio Quarantelli non sa (o gli è indifferente sapere) se Marco Novarino è massone?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le varie Società per la Cremazione (Socrem) presenti in Italia sono quindi tutte controllate di fatto dalla massoneria (che le ha fondate) e, anche se negli ultimi tempi occultano in genere il loro carattere anticristiano e anticattolico (per poter reclutare nuovi soci tra i praticanti ingannati da Paolo VI e successori) aderiscono però tutte alla Federazione Italiana per la Cremazione che, al contrario, non nasconde affatto il proprio carattere violentemente ostile alla religione e alla Chiesa.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Detto questo, ribadisco che non avrei alcun motivo di interessarmi alle edizioni Lindau e al suo direttore editoriale, se esse non avessero intrapreso la pubblicazioni di numerosi saggi di autori cattolici critici nei confronti del Concilio Vaticano II (basti pensare a Mons. Brunero Gherardini, alla storia del Vaticano II di Roberto De Mattei, alla pubblicazione delle opere di Romano Amerio…). Perché? Bisogna notare che le edizioni Lindau non solo pubblicano detti libri, ma che si occupano anche di presentarli: la presentazione a Firenze del libro di Mons. Gherardini, Quaecumque dixero vobis, a cura dei Francescani dell’Immacolata, con la presenza dell’autore e della biografa di Mons. Lefebvre (e di Paolo VI) Cristina Siccardi, si fregia del logo della casa editrice torinese; così pure (stesso luogo, la chiesa fiorentina d’Ognissanti), la presentazione del libro di De Mattei sul Vaticano II edito da Lindau, presentato anche a Osimo, Milano, Palermo ecc. A Osimo sono state la Fondazione Lepanto e le Edizioni Lindau, assieme, che hanno organizzato la presentazione del libro del prof. De Mattei sul Vaticano II con interventi di Palmaro, Gnocchi e D’Amico: tutti nomi dell’area lefebvriana-ratzingeriana. A Milano, stessi organizzatori, hanno parlato i professori Palmaro, De Leonardis e De Mattei con la moderazione di… Ezio Quarantelli. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quale interesse muove un uomo come Ezio Quarantelli (che alla domanda, se la Croce fosse compatibile con i “tre puntini”, avrebbe risposto che c’è posto per chiunque percorra con serietà e impegno un cammino di ricerca con l’obiettivo sincero di migliorare se stesso e di avvicinarsi alla Verità. Non c’è posto, qualunque sia la bandiera sotto cui milita, per chi non persegue questi obiettivi. Tutto qui) a diventare editore di punta dei “cattolici tradizionalisti” lefebvriani e/o ratzingeriani? Una possibile risposta mi è stata suggerita – tra l’altro – dalla lettura di una bella recensione del libro di De Mattei sul quotidiano Libero (26 giugno 2011, p. 31: Il Sessantotto della Chiesa prona davanti alla modernità) del filosofo liberale, già presidente del Senato, Marcello Pera, entusiasta difensore del libro del Prof. De Mattei e deciso critico della svolta del Vaticano II. Marcello Pera è di ben altra caratura di Ezio Quarantelli (ha persino scritto un libro con Joseph Ratzinger) ma entrambi hanno in comune una estrazione laica e, nel contempo, un aperto schieramento in difesa di Israele baluardo dell’Occidente. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Dopo una visita al B’nai B’rith, il senatore Pera – che del Vaticano II, in quanto liberale ed estimatore d’Israele dovrebbe essere difensore – prese a criticare l’arrendevolezza della Chiesa conciliare… nei confronti dell’Islam (ne ho parlato nella mia conferenza tenuta a Torino nel 2004 su La politica della Chiesa, l’Islam e l’Occidente). In questo ultimo quindicennio, infatti, numerosi esponenti del pensiero laico (e anche israeliti) mostrano una spiccata e sorprendente simpatia per la Chiesa cattolica, per le sue tradizioni, e per il Cristianesimo in generale in chiave anti-islamica (si pensi al Foglio di Giuliano Ferrara, che infatti pubblica anche autori vicini al tradizionalismo, e i cui collaboratori pubblicano spesso presso le edizioni Lindau). Tornano di moda persino le Crociate! (cf i libri di Rodney Stark editi da Lindau). Molti di questi autori collaborano anche al nuovo corso dell’Osservatore Romano. Tale connubio tra difesa dell’Occidente (incluso Israele) e difesa del ruolo sociale della Chiesa e/o del Cristianesimo in quanto funzionale alla difesa dell’Occidente (e Israele), a volte definito Cristianismo, è oggi – dopo l’11 settembre, i libri di Oriana Fallaci ecc. – molto diffuso, ed è tornato alla ribalta con il recente episodio della strage di Oslo, causando il paradossale equivoco di etichettare come “fondamentalista cristiano” un uomo (forse malato mentale) dichiaratamente massone e sionista (a scanso equivoci, preciso che non c’è alcuna collusione possibile tra l’attentatore di Oslo e le persone di cui sto parlando).</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Fede e Cultura</span></strong><br />
<span style="font-size: medium;"> Le edizioni Fede e Cultura – a differenza delle edizioni Lindau – si presentano apertamente come cattoliche. L’ambiente è comunque simile: molti autori dell’area lefebvriano-ratzingeriana e spiccata difesa di Israele e dell’Ebraismo. A quanto detto da Sodalitium n. 64 a proposito di Fede e cultura e del suo patron Giovanni Zenone, don Nitoglia aggiunge alcune considerazioni sul libro dello stesso Zenone sul chassidismo:</span><br />
<span style="font-size: medium;"> “Il Direttore è GIOVANNI ZENONE, che ha scritto nel 2005 (quando ‘Fede &amp; Cultura’ era ancora in gestazione) per la ‘Cavinato Editore’ di Brescia ‘Il chassidismo. Filosofia ebraica’. In esso Zenone scrive: «L’albero della cultura occidentale torna a trarre linfa da una delle sue radici più profonde e vitali: l’Ebraismo. […]. In questa miniera spicca per ricchezza e profondità di pensiero Martin Buber» (p. 19). La religiosità o filosofia proposta da Zenone è lo chassidismo, ossia la cabala di massa e non più riservata a pochi iniziati (p. 23 e 30). Fondatore dello chassidismo fu il rabbi polacco ISRAEL BAAL SHEM TOV [1698-1760] (pp. 45-54). Nella ‘prefazione’ al libro di Zenone, MASSIMO INTROVIGNE ci spiega che «alle origini remote del chassidismo» cui si abbevera Zenone c’è Sabbatai Zevi [† 1676] (p. 5), Jakob Frank [† 1791] (p. 6), poi Shem Tov [† 1760] e quindi Reb Dov Baer [† 1772] (p. 9), per arrivare a Martin Buber [† 1965] (p. 10), a Abraham Joshua Heschel [† 1972] (p. 11), e alle varie sette chassidiche odierne dei Lubavitcher di Brooklin, degli Stamar di Anversa e dei Belzer in Israele (p. 13). È interessante notare come la cabala chassidica di massa sia il fondamento della psicanalisi freudiana. JIRI LANGER (nato a Praga nel 1894 e morto a Tel Aviv il 1943), che è più chassidico dello stesso Buber, scrisse nel 1923 Die Erotik der Kabbala, ove sostenne e spiegò ancora più approfonditamente di Zenone-Introvigne che la «divinità indefinita» o En Sof si manifesta tramite le 10 Sefirot, di cui alcune sono maschili e altre femminili. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La Sefirah Yesod o ‘Eros’, che costituisce il fondamento di tutta la natura, provoca l’unione dell’En Sof con la sua amante o Shekhinah Malkhut. L’erotismo cabalistico chassidico pervade i mondi superiori (come per gli Dèi greci) e, riletto poi da Freud, anche il nostro mondo terrestre. La cabala ci è stata trasmessa prima da Eros e solo poi da Mosè. La sessualità secondo i cabalisti e gli psicanalisti non è rivolta solo al diverso o ‘etero’ (maschio/femmina), come volevano Tzevi e Frank, ma anche all’eguale o ‘omo’ come voleva SHEM TOV. Quindi Tov aggiunge l’omosessualismo all’errore cabalistico classico. Il chassidismo trasuda di cabala erotica e, nel caso di Tov, deviata o omosessuale. Questi pensatori, di cui Zenone tratta lungo le 140 pagine del suo libro, sono in evidente contrasto con la Fede cattolica, la morale e la retta filosofia realistica” (articolo del 5 marzo 2011, intitolato Mattioli e Amerio sul sito dell’autore).</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Pur senza citare Sodalitium, don Nitoglia approva la messa in guardia a proposito dei responsabili delle case editrici Fede e cultura e Lindau (“è sempre utile sapere e tenere a mente, senza fare indebite illazioni, che il Direttore della ‘Lindau’ EZIO QUARANTELLI è anche Direttore responsabile di ‘Confini. Temi e voci dal mondo della cremazione’ della ‘Socrem’ o ‘Società per la cremazione’ e della collana ‘L’età dell’Acquario’ filo ‘New-Age’ della medesima ‘Lindau’”). Don Nitoglia però si preoccupa di difendere il buon nome di alcuni autori (vivi o defunti) pubblicati da queste case editrici: “ciò non toglie nulla alla ortodossia di padre Tyn e di Romano Amerio (o di mons. Gherardini, che è realmente distinto da Quarantelli e ‘Lindau’). Tuttavia è sempre meglio sapere con chi si ha a che fare. Molti Autori sono tanto profondi quanto ingenui e spesso i loro nomi sono poi tirati in ballo da persone poco corrette, che vedono «tutto il mondo in collusione» e cercano di denigrarli ingiustamente”. Ingiustamente, perché, scrive don Nitoglia, “è del tutto lecito pubblicare con una Casa Editrice di prestigio anche se non se ne condividono le idee”, anche se “non è affatto decoroso avere gli stessi sentimenti del Proprietario di essa, quando esso risulti essere in odore di eresia e di esoterismo” (come Mattioli); per cui occorre ricordare “il principio della distinzione tra Editore e Autore, che sono due enti realmente diversi, onde non si può lecitamente attribuire all’Autore il sentire dell’Editore”.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Sodalitium condivide quanto scritto da don Nitoglia, tanto è vero che proprio nel n. 64, p. 30, nota 1, scrivevo: “Premesso che credo al 100% alla buona fede dei cattolici che collaborano con Lindau (non è facile trovare un editore per chi, come noi, è privo di mezzi) penso che le considerazioni di questa nota possano essere utili per diffidare, in futuro, di chi si serve di noi e per cercare di capire quale possa essere eventualmente la strategia del nemico nel promuovere paradossalmente autori e libri cattolici”. Non c’è dubbio quindi che don Nitoglia non alludeva a noi quando accusava degli ignoti di attribuire illecitamente all’Autore il sentire dell’editore, di essere persone poco corrette che cercano di tirare in ballo, per denigrare ingiustamente, autori ortodossi “tanto profondi quanto ingenui”. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nostro scopo infatti era avvertire eventuali ingenui dal non cadere nelle reti di Editori poco raccomandabili (da un punto di vista cattolico) malgrado le apparenze. Il nostro intento non ha avuto esito, in quanto gli autori ingenui hanno continuato a pubblicare con le due case editrici (forse lecitamente), altri a presentare i propri libri con le edizioni Lindau (meno opportunamente), un altro a lodare apertamente le due case editrici sul quotidiano il Foglio (ancor meno lodevolmente); solo don Nitoglia, il Centro Studi Federici e l’agenzia Agere Contra hanno dato eco – seppur con varie sfumature – alla nostra messa in guardia. Per concludere la delicata questione, vorrei precisare una cosa.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> La frase “è del tutto lecito pubblicare con una Casa Editrice di prestigio anche se non se ne condividono le idee” andrebbe precisata così: a un autore cattolico “può essere del tutto lecito, in certe circostanze, e per motivi proporzionatamente gravi, pubblicare con una Casa editrice di prestigio anche se non se ne condividono le idee”. In teologia morale, infatti, la cooperazione al male altrui (nel caso: la cooperazione di un autore cattolico con un editore acattolico o anticattolico, o a parole cattolico ma in realtà di dubbia ortodossia) è giustificata solo a determinate condizioni: che non si approvi il male fatto dagli altri, che si intenda fare solo del bene e si tolleri l’effetto cattivo senza causarlo, che si eviti lo scandalo, che ci sia una causa proporzionatamente grave per porre una azione che avrà un effetto buono (diffondere un’opera buona, cattolica, tramite un editore più o meno prestigioso) e uno cattivo (collaborare con gli acattolici, poter occasionare scandalo, farsi strumento delle loro intenzioni meno rette). </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ogni singolo caso deve essere studiato nelle sue concrete circostanze. Solo entro questi limiti, si può e si deve sottoscrivere l’asserita liceità di tali cooperazioni, tanto più comprensibili ai nostri giorni, a causa della latitanza di autentiche case editrici che siano nel contempo “prestigiose” e integralmente cattoliche. Nel caso presente, la questione è particolarmente importante, per evitare che “l’area” cattolica tradizionalista non possa essere infiltrata, influenzata, diretta o anche solo confusa con ambienti ad essa estranei e persino ostili.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://www.sodalitium.biz/index.php?ind=news&amp;op=news_show_single&amp;ide=161">Sodalitium</a></span></p>
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		<title>Quando il satanista fa il presepe</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 18:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Centro Studi Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza Comunicato n. 48/12 del 6 maggio 2012, San Stanislao Il presepe nella grotta: opera di un satanista. Lo scultore Davide Santandrea non è altri che Jacob Natur: “ma non pratico blasfemia né violenza, è un cammino religioso”. A Natale il presepe, poi fonda I Compagni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza</strong></span></p>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>Comunicato n. 48/12 del 6 maggio 2012, San Stanislao</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><a href="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/thumbtrue1336125486850_650_330.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-780" title="thumbtrue1336125486850_650_330" src="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/thumbtrue1336125486850_650_330-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Il presepe nella grotta: opera di un satanista.</strong> Lo scultore Davide Santandrea non è altri che Jacob Natur: “ma non pratico blasfemia né violenza, è un cammino religioso”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A Natale il presepe, poi fonda I Compagni di Lucifero. Nato a Ravenna ma trasferitosi a Cesena, Santandrea è molto noto nella comunità satanista con il nome Jacob Natur, anche se per la chiesa di Satana si chiama Shulu. A lui si deve la fondazione di diversi gruppi e sette in Romagna, l’ultima proprio all’inizio dell’anno.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>ROMAGNA -</strong> I suoi presepi meccanici allestiti nella grotta pubblica di via Ruggeri a Santarcangelo di Romagna (oltre settemila visitatori l’ultimo Natale, ma grande successo anche per l’edizione Pasquale, visitabile fino a domenica) sono stati l’attrazione principale durante le festività religiose. Peccato solo che l’autore delle sacre rappresentazioni, oltre ad essere un allievo di Carlo Rambaldi (l’inventore di E.T.), sia anche un satanista incallito che, da oltre quindici anni, osserva e predica la dottrina del Diavolo. “Non mi identifico nel satanismo acido”, spiega lui stesso, “quello delle blasfemie e della violenza per intenderci: il mio è un discorso spirituale, di cammino religioso. Vengo definito satanista perché mi rifaccio alla religione pagana, a quella più antica dei Sumeri che vedono nell’entità Enki il dio positivo dal quale tutto ha avuto inizio. Ma per la religione cattolica Enki si trasforma in Satana. Quel Satana che, nell’Antico Testamento è rappresentato dal serpente tentatore che promette conoscenza e sapere all’uomo”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Santandrea non ha quindi timori a presentare l’altra faccia della sua identità: lui è soprattutto Jacob Natur, iscritto all’anagrafe satanista con il nome sacerdotale di “Shulu”, e ben noto nella sua Ravenna. Fu lui, sette anni fa (nel 2005), a fondare la setta degli “Arconti di Satana”, poi chiusa. Ma di iniziative del genere, in Romagna, ne ha fatte partire diverse. E dire che il suo cammino vanta perfino una laurea in Teologia presso l’ordine dei Francescani Minori Conventuali: ma nel 1994 si è “spretato” e da allora è diventato uno dei webmaster satanici più noti della rete. Sua l’idea de “I compagni di Lucifero” di Cesena e l’Associazione Liberi Wiccani. Nel mentre, avendo dichiarato la sua omosessualità, fonda anche l’Arcigay di Cesena (oggi Nuovagaylesbica, di cui è presidente). E oggi si definisce un “Real Vampires”, data la sua esperienza con il Temple of the Vampire a New York, dove si era trasferito per lavoro. “Praticamente sotto l’aspetto medico e scientifico siamo persone con una patologia e per necessità fisica abbiamo necessità di bere sangue di animali. Questa caratteristica comporta alcune anomalie: la temperatura di base diversa (io ho 35 gradi), un’accentuata fotosensibilità al sole, un maggior numero di piastrine e di enzimi nella saliva. Se non beviamo sangue in certi momenti, entriamo in un’astinenza fisica, crolli fisici. Non siamo mostri, non siamo dracula, i film sono un’altra cosa”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A scanso di equivoci, va precisato che tutti i gruppi e le sette fondate da Jacob Natur non sono state mai incriminate di vilipendio, profanazione e sacrifici di alcun genere. Lo stesso Jacob Natur, non ha mai avuto a che fare con reati punibili dalla legge riguardo il satanismo. Di certo la sua seconda identità farà discutere e parecchio nella piccola Santarcangelo: soprattutto perché la grotta dove ha esposto i presepi è pubblica. Certo che la location, ora, assume un senso diverso: tra le ipotesi che gli studiosi hanno vagliato nel corso degli anni, c’è anche quella che le grotte un tempo fungessero da luogo di culto pagano e forse un collegamento c’è. Chissà come la prenderanno i santarcangiolesi e la comunità cattolica in particolare? Probabilmente se la Voce ci ha messo così tanto a scoprire la vera natura di Santandrea, nessuno ne sapeva nulla, ma magari chi, anche nell’amministrazione, ha forti legami con la Chiesa, oggi potrebbe avere qualche imbarazzo alla domanda: “Mi porti a vedere il presepe del satanista?”</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <em>La Voce di Romagna, 4 maggio 2012, edizione di Rimini e San Marino, pag. 21</em></span></p>
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		<title>L’isola che non c’è</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 18:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Centro Studi Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza Comunicato n. 49/12 del 9 maggio 2012, San Gregorio Nazianzeno L’isola che non c’è Nota di don Ugo Carandino dell’8/5/2012 pubblicata sul sito Casa San Pio X Alcuni danno per imminente la firma dell’accordo canonico tra i Modernisti e la FSSPX. L’Istituto Mater Boni Consilii da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza </strong></span></p>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>Comunicato n. 49/12 del 9 maggio 2012, San Gregorio Nazianzeno</strong></span></p>
<p><span style="font-size: large; color: #0000ff;"><strong>L’isola che non c’è </strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><strong><em>Nota di don Ugo Carandino dell’8/5/2012 pubblicata sul sito <a href="www.casasanpiox.it">Casa San Pio X</a></em></strong><br />
</em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><a href="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/url.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-777" title="url" src="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/url-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></span><br />
<span style="font-size: medium;"> Alcuni danno per imminente la firma dell’accordo canonico tra i Modernisti e la FSSPX. L’Istituto Mater Boni Consilii da anni spiega come la posizione lefebvriana conduca a un vicolo cieco: o il compromesso con quelle che vengono considerate le legittime autorità della Chiesa; oppure il persistere nella prassi scismatica (disobbedire abitualmente alle cd. “legittime autorità”) tipica delle “piccole chiese”. Malgrado le supposizioni più o meno fondate di alcuni vaticanisti, non è possibile sapere in modo certo se e quando l’accordo canonico si farà.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Invece, possiamo e dobbiamo constatare quello che è ormai davanti gli occhi di tutti: la frequentazione sempre più assidua, da parte della FSSPX, dell’area dei conciliari conservatori, composta, non lo dimentichiamo, da coloro che sono le “sentinelle” del Concilio, i difensori delle giornata ecumeniche di Assisi, i sostenitori della legittimità e della validità dei nuovi riti, ecc., tutti in comunione con Benedetto XVI.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma la deriva della FSSPX non si arresta a questo livello, poiché si sta consolidando la collaborazione anche con personaggi riconducibili all’organizzazione brasiliana della TFP, da molti considerata settaria, e alle sue molteplici sigle e satelliti presenti in Italia, proprio tra le fila dei conservatori. Eppure la fede e il buon senso consiglierebbero di tenersi alla larga da simili ambienti. Sembrerebbe che a forza di usare il messale del “beato Giovanni XXIII”, qualcuno stia assimilando il principio roncalliano del “cerchiamo quello che ci unisce e non quello che ci divide”…</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ricordo come il cattolico è radicalmente diviso dai modernisti (progressisti o conservatori, col rito vecchio o nuovo, col maglioncino o con l’abito ecclesiastico) dalla professione della Fede. Considerate superabili, almeno sul piano della collaborazione pratica, le divergenze dottrinali, ecco allora che si aprono alcuni spazi (comunque marginali) su argomenti di se buoni e lodevoli, ma che diventano l’occasione per far confluire, confondere e poi dissolvere i cattolici teoricamente antimodernisti nella “destra” del modernismo. Si tratta di un meccanismo particolarmente pericoloso, soprattutto per i più idealisti, i più generosi e i più ingenui, che meriterebbero di essere guidati (e prima ancora formati dottrinalmente) in modo diverso.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una prova generale sarà una manifestazione “pro-life”, dove i lefebvriani si troveranno insieme agli istituti sacerdotali dell’Ecclesia Dei, a una congregazione Novus Ordo di frati conservatori, ai gruppi dell’area Timone-Bussola, alla TFP e alla Fondazione Lepanto e persino all’Opus Dei e ai Legionari di Cristo! Tra l’altro sarebbe interessante chiedere ai lepantini e ai “timonieri” cosa ne pensano, a proposito della vita, della condizione in cui è costretta a vivere &#8211; e a morire &#8211; l’infanzia palestinese. La rilettura dell’articolo di don Francesco Ricossa apparso sul n. 64 di Sodalitium, relativo alle edizioni “Lindau” e “Fede e Cultura” permetterà di approfondire la questione dell’assorbimento della FSSPX all’area dei modernisti conservatori e gli inquietanti legami di alcuni personaggi di quest’area con ambienti settari.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Entrando poi nella questione specifica della difesa della vita, da sempre e con molto zelo le associazioni “tradizionaliste” si sono impegnate su questo fronte, conseguenza del loro combattimento dottrinale. In Italia il divorzio e l’aborto hanno vinto anche grazie ai cedimenti del modernismo politico della D.C. e del modernismo religioso all’interno della “Gerarchia” (tra l‘altro la posizione da tenere nel referendum del 1981 segnò il passaggio di Alleanza Cattolica dal fronte antimodernista al carrozzone conciliare. Roberto De Mattei ebbe il merito di opporsi a Giovanni Cantoni ma rimase devoto discepolo di Plinio De Oliveira…).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Attualmente la situazione non è cambiata. La CEI potrebbe condurre una battaglia energica su questo tema, ma si guarda bene dal farlo (il “cardinal” Bagnasco preferisce benedire il governo Monti), i politici “cattolici” sussurrano vaghi impegni “per la vita” durante le campagne elettorali e il gruppo interparlamentare che si è recentemente costituto non sembra esattamente un’armata di crociati. Eppure la destra ratzingeriana parla di un numero sempre maggiore di “cardinali” e ”vescovi” tradizionalisti (diversi dei quali hanno aderito alla manifestazione sopracitata), confondendo forse la difesa del dogma con la cappa magna indossata nell’uso un po’ troppo teatrale del Messale Romano. Se i prelati in questione fossero davvero come vengono dipinti, stupisce allora l’assenza sistematica, nelle loro diocesi, di vigorose azioni contro il crimine dell’aborto. E prima ancora, o comunque in modo parallelo, contro gli errori in materia religiosa presenti nei testi del Concilio e nel “magistero” di Benedetto XVI.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La verità è che tra i conservatori si è creata un’idea di restaurazione nella Chiesa che non coincide con la realtà. Si possono estrapolare sistematicamente le frasi “cattoliche” dai testi modernistici di Ratzinger, si può tentare di arrampicarsi sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile e tentare delle acrobazie da mozzafiato per conciliare l’inconciliabile, si può mentire agli altri e a se stesi, si può preferire la carriera, gli spazi giornalistici, i successi editoriali alla testimonianza della fede, ma non si può cambiare la realtà oggettiva della cose. Benedetto XVI e tutti coloro che nell’episcopato sono in comunione con lui proseguono l’opera nefasta del Concilio, con l’insegnamento di errori che offendono Nostro Signore, contraddicono la fede cattolica e il magistero dei Papi sino a Pio XII, recano danno gravissimo alle anime. La controriforma dottrinale e liturgica di Ratzinger esiste quindi solo nella fantasia dei conservatori-tradizionalisti della destra conciliare.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutto questo mi ricorda il titolo di una canzone di Edoardo Bennato, “l’isola che non c’è”. Un’isola, peraltro, con tanti insidiosi scogli, contro i quali rischiano di incagliarsi il clero e i fedeli della Fraternità, prima ancora che il loro comandante faccia l’atteso e definitivo inchino a Benedetto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">8 maggio 2012</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://www.casasanpiox.it/visualizza_docs.asp?id=83">Casa San Pio X</a></span></p>
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		<title>Superga, 4 maggio 1949</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 15:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Centro Studi Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Superga, 4 maggio 1949 Commovente video a ricordo del Grande Torino: clicca qui per il filmato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/Superga33.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-773" title="Superga33" src="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/Superga33-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;">Superga, 4 maggio 1949</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Commovente video a ricordo del Grande Torino: <a href="http://youtu.be/dkWB0sC2Qrk"><strong>clicca qui per il filmato</strong></a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cronache dalla fogna</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 15:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Centro Studi Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza Comunicato n. 47/12 del 4 maggio 2012, Santa Monica Monti bonifica 2 miliardi e mezzo a Morgan &#38; Stanley In trincea: i partiti si tengono i finanziamenti: slitta l&#8217;intesa sui tagli Costi politica, taglio ai Deputati. Ma al ‘netto’ non cambia nulla Pensioni d&#8217;oro, governo battuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza </strong></span><br />
<span style="font-size: large; color: #ff0000;"> <strong>Comunicato n. 47/12 del 4 maggio 2012, Santa Monica</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><a href="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/6055789328_405eb7d683.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-767" title="6055789328_405eb7d683" src="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/6055789328_405eb7d683-294x300.jpg" alt="" width="294" height="300" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.lindipendenza.com/monti-morgan/">Monti bonifica 2 miliardi e mezzo a Morgan &amp; Stanley</a></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/La-Casta/1005280/I-partiti-si-tengono-i-finanziamenti---slitta-l-intesa-sui-tagli.html">In trincea: i partiti si tengono i finanziamenti: slitta l&#8217;intesa sui tagli</a></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.romagnagazzette.com/2012/02/01/costi-politica-taglio-ai-deputati-ma-al-netto-non-cambia-nulla/">Costi politica, taglio ai Deputati. Ma al ‘netto’ non cambia nulla</a></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.corriere.it/politica/12_maggio_02/emendamento-approvato_f1c45016-945c-11e1-ae3e-f83a8e51ff45.shtml?fr=box_primopiano">Pensioni d&#8217;oro, governo battuto al Senato (volevano salvare le pensioni dei manager pubblici)</a></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=193549&amp;sez=HOME_INITALIA">Tagli ma non per tutti: salvi Quirinale, Parlamento e Corte costituzionale</a></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/la_follia_supertecnico_che_commissaria_tecnici/01-05-2012/articolo-id=585695-page=0-comments=1">Follia: il supertecnico commissaria i tecnici</a></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=10047&amp;ID_sezione=29">L&#8217;utopia della lotta agli sprechi</a></strong></span></p>
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		<title>La ragazza della bandiera</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 15:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Centro Studi Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[1) Una ragazza palestinese è riuscita a salire su un mezzo blindato israeliano sventolando la bandiera della Palestina: 2) Il trattamento riservato alla ragazza una volta costretta a scendere dal mezzo: spray urticanti e calci dai militari israeliani. Clicca qui (Fonte: Forum Palestina)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><a href="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-762" title="Untitled-1" src="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-1.jpg" alt="" width="461" height="352" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">1) Una ragazza palestinese è riuscita a salire su un mezzo blindato israeliano sventolando la bandiera della Palestina:</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/sNDF2v0etho" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">2) Il trattamento riservato alla ragazza una volta costretta a scendere dal mezzo: spray urticanti e calci dai militari israeliani. Clicca <strong><a href="http://www.forumpalestina.org/news/2012/Maggio12/02-05-12CarroArmatoSpray.htm">qui</a></strong> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">(Fonte: Forum Palestina)</span></p>
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		<title>Giovannino Guareschi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 12:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Centro Studi Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 1° maggio è stato l&#8217;anniversario della nascita di Giovannino Guareschi (1908 &#8211; 1968). Fu un grandissimo giornalista, scrittore e vignettista cattolico antimodernista (fastidiosamente strumentalizzato da qualche trinariciuto ratzingeriano). Come dimostra la vignetta che pubblichiamo, Guareschi non aveva abboccato alla “ermeneutica della continuità”&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Il 1° maggio è stato l&#8217;anniversario della nascita di Giovannino Guareschi (1908 &#8211; 1968). Fu un grandissimo giornalista, scrittore e vignettista cattolico antimodernista (fastidiosamente strumentalizzato da qualche trinariciuto ratzingeriano). Come dimostra la vignetta che pubblichiamo, Guareschi non aveva abboccato alla “ermeneutica della continuità”&#8230;</span></p>
<p><a href="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/img059.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-756" title="img059" src="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/img059-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a></p>
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		<title>La nuova Siria senza cristiani: Caifa festeggia</title>
		<link>http://federiciblog.altervista.org/2012/04/28/la-nuova-siria-senza-cristiani-caifa-festeggia/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 10:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Centro Studi Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza Comunicato n. 45/12 del 27 aprile 2012, San Pietro Canisio La nuova Siria senza cristiani: Caifa festeggia Lo scenario iracheno si è drammaticamente ripetuto in Siria. Un regime arabo non islamico, dove i cristiani erano rispettati e protetti, è stato aggredito e destabilizzato sotto la regia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large; color: #ff0000;"><strong>Centro studi Giuseppe Federici &#8211; Per una nuova insorgenza </strong></span><br />
<span style="font-size: large; color: #ff0000;"> <strong>Comunicato n. 45/12 del 27 aprile 2012, San Pietro Canisio</strong></span></p>
<p><span style="font-size: large; color: #0000ff;"><strong>La nuova Siria senza cristiani: Caifa festeggia</strong></span></p>
<p><a href="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/08.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-752" title="08" src="http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/08-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a></p>
<p><em>Lo scenario iracheno si è drammaticamente ripetuto in Siria. Un regime arabo non islamico, dove i cristiani erano rispettati e protetti, è stato aggredito e destabilizzato sotto la regia dell’Occidente. In diverse parti della Siria le comunità cristiane sono già costrette a scegliere la dolorosa via dell’esilio, a causa del clima di terrore provocato da bande armate islamiste. I prelati siriani che da mesi mettevano in guardia da questo pericolo sono stati ignorati o contraddetti dal Vaticano e dai governi occidentali. Si sta così realizzando il sogno dei discendenti di Caifa: cancellare la presenza cristiana nel Vicino Oriente, culla del Cristianesimo, per far posto alla Grande Israele.</em></p>
<p><span style="font-size: large; color: #0000ff;"><strong>Drammatica testimonianza di Madre Agnes Mariam de la Croix</strong></span><br />
Alla vigilia della Settimana Santa, quando noi contempliamo l&#8217;Agnello di Dio vergognosamente tradito dal peccato del mondo accettato per la nostra salvezza, vengo a inviarvi notizie recenti sulla nostra Diocesi. E&#8217; nostro dovere informarvi sui veri sviluppi della conflitto in Siria. Lo facciamo affinchè l&#8217;opinione pubblica faccia ogni pressione per risparmiare sofferenze al popolo siriano. (&#8230;)</p>
<p><span style="color: #0000ff; font-size: large;"><strong>Notizie da Homs</strong></span></p>
<p>A Homs, città di un milione di abitanti, i due terzi della popolazione sono fuggiti. Più del 90% dei Cristiani sono fuggiti, spesso senza avere il tempo di portare nulla con sé. Centinaia di famiglie cristiane hanno abbandonato Homs e la sua provincia per rifugiarsi nella Valle dei Cristiani, a Damasco o nella sua provincia. I vostri aiuti sono arrivati e sono già stati distribuiti. Tantissime grazie! Quando potremo raggiungere il parroco di Bab Sbah, a Homs, ci darà la lista delle famiglie che ne hanno beneficiato. Questo perchè possiate continuare ad aiutare serenamente, i vostri doni arriveranno tutti a destinazione.<br />
Alcune famiglie sono ritornate per sorvegliare i loro beni. Una di loro racconta questo episodio: “Abbiamo aperto la porta ed ecco!, il salone era pieno di gente. Ci hanno portato i nostri pigiami e hanno mangiato insieme a noi. Gli abbiamo chiesto cosa volessero. Imbarazzato il loro capo ci ha detto: quando volete vi renderemo la vostra casa. Ma la realtà si impone, siamo costretti a lasciarli fare ed arrenderci all&#8217;evidenza. La nostra casa non è più nostra.”<br />
Perchè diciamo che la gente è stata “costretta” a partire? Perchè progressivamente, ma efficacemente le fazioni armate dell&#8217;opposizione siriana hanno operato quella che può essere definita una “redistribuzione demografica”. Grazie ai franchi tiratori e ad atti di aggressione criminale hanno terrorizzato la popolazione civile non gradita: le minoranze alauita, cristiana, sciita ed anche molti sunniti moderati che non hanno voluto partecipare alle attività dei ribelli. Non è un genocidio massiccio, ma una liquidazione lenta.</p>
<p>A partire da agosto 2011 e più particolarmente da novembre, quando abbiamo potuto verificare la situazione con i nostri occhi, visitando Homs e Kusayr, noi abbiamo informazioni sicure e verificate di atti di barbarie contro la popolazione civile per obbligarla a desistere dalla normale vita civica e paralizzare le Istituzioni e lo Stato.<br />
Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno si sono registrati ripetuti atti di sabotaggio contro gli edifici scolastici, rapimenti di insegnanti e professori, minacce agli studenti e incendi e bombardamenti contro le scuole. Questo ha portato alla progressiva chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado.<br />
Le minoranze che vivono nei quartieri dove agiscono le bande affiliate all&#8217;opposizione siriana sono il bersaglio permanente di ogni vessazione: i loro beni sono saccheggiati, le vetture requisite, molti di loro sono presi in ostaggio solo per il fatto di appartenere ad una minoranza religiosa e non vengono rilasciati se non con il pagamento di un riscatto (fatto che ha provocato il fenomeno dei contro-rapimenti, con trattative per la liberazione degli ostaggi).<br />
In particolare tutti i protagonisti della vita civile sono diventati un bersaglio privilegiato del terrorismo camuffato da resistenza armata: conducenti di taxi, mercanti ambulanti, portalettere, e soprattutto funzionari dell&#8217;amministrazione civile sono le vittime innocenti di atti che hanno superato il semplice assassinio per assumere gli aspetti più barbari del crimine gratuito: persone sgozzate, mutilate, sventrate, fatte a pezzi e gettate agli angoli delle strade o nell&#8217;immondizia. Non si è esitato a sparare su dei bambini per diffondere la disperazione come è stato nel caso del piccolo Sari, nipote del nostro tagliatore di pietre. Questi atti atroci sono stati sfruttati mediaticamente per attribuirne la responsabilità alle forze del Governo.<br />
Noi stessi abbiamo potuto vedere come funziona questo stratagemma in occasione di una visita a Homs. Quel giorno abbiamo potuto contare almeno cento cadaveri arrivati all&#8217;ospedale, vittime dell&#8217;accanimento gratuito delle bande armate affiliate all&#8217;opposizione. Passando per via Wadi Sayeh abbiamo notato una vettura bruciata. Un uomo era stato appena preso di mira dalle bande armate perchè si era rifiutato di chiudere il suo negozio. La sua autovettura era stata fatta esplodere e lui letteralmente fatto a pezzi e gettato davanti alla saracinesca del suo negozio. Nel momento in cui noi siamo passati si erano radunati dei passanti. Ne abbiamo visti molti riprendere la scena con i loro telefonini. Mentre filmavano ne abbiamo sentito uno registrare queste parole indirizzate ad una catena satellitare: “ecco cosa devono sopportare i cittadini siriani da parte degli squadroni della morte di Bashar Assad”. Abbiamo fotografato tutto l&#8217;avvenimento e seguito le povere spoglie della vittima fino all&#8217;ospedale.<br />
Con la caduta di Baba Amro i combattenti si sono introdotti a Nazihin e Ashiri ed hanno investito i quartieri cristiani di Warcheh e Salibi. Le case dei Cristani sono state requisite. Da Hamidiyeh e dintorni fino a Wadi Sayeh, e più oltre Bustan Diwan, si è ripetuto il medesimo scenario: le bande armate costringono i Cristiani a partire, spesso con la forza, e saccheggiano le loro case, poi le utilizzano per installarvi delle famiglie sunnite profughe o per scopi militari. Ci hanno raccontato che le bande armate hanno bucato i muri divisori che separano le abitazioni per poter circolare attraverso il quartiere senza uscire nella strada. Dei quartieri interi si sono così trasformati in casematte.<br />
Fonte: <a href="http://oraprosiria.blogspot.it/2012/04/drammatica-testimonianza-di-madre-agnes.html">Ora Pro Sirila</a></p>
<p><span style="font-size: large; color: #0000ff;"><strong>Siria, cristiani vessati dai ribelli</strong></span><br />
<span style="font-size: large; color: #0000ff;"> di <strong><em>Marco Tossati</em></strong></span></p>
<p>Da Homs, una delle città più travagliate dei mesi e nelle settimane passate dagli scontri fra l’esercito siriano e i ribelli giungono notizie che non fanno sperare in un futuro meno tragico per i cristiani di quel Paese, il giorno in cui la lunga dittatura del partito Baath, controllato dalla minoranza alawita del clan Assad dovesse finire. “L’esercito dell’opposizione impone la tassa islamica sui cristiani di Homs”; la notizia ha cominciato a circolare una settimana fa, e ha trovato conferma nei giorni scorsi.<br />
(…) Quello che sembrava un costume dei primi secoli dell’islam, e dei tempi medievali, ovviamente non è stato più applicato da molto tempo nei Paesi a maggioranza islamica del Medio Oriente, approdati dopo la fine dell’Impero ottomano prima, e dopo la Seconda Guerra mondiale poi a forme politiche di tipo democratico e rappresentativo. E la gran parte dei portavoce musulmani che vivono in Occidente direbbero che questo versetto non ha una possibile applicazione nel mondo moderno.<br />
Forse. Ma il sito arabo “Al Haqiqah”, nei giorni scorsi ha pubblicato un reportage da Homs, confermato da fonti locali che vogliono mantenere l’anonimato nel timore di rappresaglie, secondo cui il battaglione Al-Faruq, affiliato al Free Syrian Army, braccio militare dell’opposizione al regime di Bashar al-Assad ha imposto la Jizya ai cristiani che vivono nel governatorato di Homs, nelle zone che si trovano sotto il loro controllo. Il report aggiunge che “centinaia di pakistani armati” sono arrivati a Homs per combattere contro l’esercito regolare. Una notizia che è stata confermata in maniera indipendente da fonti dirette dell’agenzia “AsiaNews”, che non parlano di una nazionalità precisa, ma affermano che uomini stranieri armati sono giunti a dar man forte ai musulmani fondamentalisti che combattono in città.<br />
Secondo il reportage di Al-Haqiqah, e altre fonti, “uomini armati del battaglione Wahabi Al-Faruq attivo a Homs e nei suoi dintorni hanno cominciato a chiedere il pagamento della Jizya e del Kharaj (una forma di tassa di proprietà islamica) ai residenti di un certo numero di villaggi cristiani dei dintorni di Homs. “E’ la prima azione di questo genere da quando ha avuto inizio oltre un anno fa la rivolta siriana”, affermano alcuni osservatori siriani dalla Francia, e questo può testimoniare del progressivo mutamento genetico della rivolta: da democratica e progressista verso “una rivoluzione armata islamica”, dominata da fondamentalisti.<br />
La forma in cui queste vessazioni avvengono è analoga a quella che vivono cittadini cristiani in Iraq. Uomini del battagliano obbligano i cittadini a pagare le tasse islamiche, e li minacciano, se non acconsentono, di ucciderli, o di rapire membri della loro famiglia. Al Haqiqah riporta la testimonianza di un abitante dei dintorni di Homas. “La campagna intorno a Tal Khalakh è nelle mani dei membri del battaglione Al-Faruq che si spostano liberamente nella regione come se appartenessero alle forze di sicurezza o a un ente amministrativo statale”.<br />
Il reportage riporta la testimonianza di un abitante della zona, secondo cui “la campagna intorno alla città di Tal Khalakh è in mano ai membri del battaglione Al-Faruq, che si spostano liberamente come se fossero membri delle forze di sicurezza dello Stato o di un ente amministrativo”. Il testimone anonimo afferma che i figli di chi si rifiuta di pagare la Jizya sono uccisi o rapiti. In totale al momento più di venti cristiani della regione avrebbero incontrato questa sorte. Di alcuni non si sa più nulla; altri sono certamente rinchiusi in campi di detenzione creati nel villaggio di Ammar al-Husn, quartier generale del battaglione.<br />
Secondo fonti locali nella zona di Dayr B’albah e di Tir M’allah, vicine a Homs, ci sarebbero numerosi combattenti pakistani. E’ una presenza inedita nel Medio Oriente, che pure – in Iraq, in Libano – ha conosciuti una forte corrente di jihadisti provenienti dall’estero. La maggior parte di questi pakistani provengono dall’Europa e dalla Turchia; in particolare dalla Gran Bretagna, che ospita una comunità pakistana di vari milioni, e in cui il fondamentalismo islamico serpeggia vigorosamente. E questo crea un problema, sia per gli abitanti dele due città, sia per gli “alleati” arabi di questa “Legione straniera” pakistana; perché questi mujihaidin non parlano arabo. Le due città sono fra le più radicalmente islamiche: nella crisi degli anni ’80 erano una fonte importante di combattenti per i Fratelli musulmani, prima che Assad schiacciasse la rivolta a Hama.<br />
Fonte: <a href="http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/siria-syria-homs-14488/">Vatican Insider</a></p>
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